Colombia

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L’economia della Colombia è in netto consolidamento tant’è che il Paese si è guadagnato la tripla B dalla agenzia Fitch, diventando il mercato più interessante dell’America Latina.
Nell’anno scorso il Pil è cresciuto del 1,9%. I settori che hanno sostenuto la crescita sono stati quelli dei servizi, dell’edilizia e della industria manifatturiera, mentre risulta in serio calo il settore dello sfruttamento minerario.
Altro dato significativo è quello dell’inflazione, che si attesta attorno al 4%, e quello della disoccupazione, che è rimasto attorno al 9%, ma anche le maggiori condizioni di sicurezza sociale determinano il crescente interesse dei capitali stranieri.
La Colombia incoraggia gli investitori stranieri e si sta adoperando per migliorare le infrastrutture, porti, aeroporti e ferrovie e la capitale, Bogotà, sta costruendo la prima linea della metropolitana.
I principali Paesi stranieri investitori sono gli Stati Uniti, la Spagna, il Messico e l’Italia, che si attesta al 20mo posto nella graduatoria mondiale.
Nel 2017 l’Italia ha esportato verso la Colombia soprattutto macchine, prodotti farmaceutici e strumenti di precisione, per un totale di 600 mln di euro, mentre ha importato caffè, olii e prodotti freschi, per un totale di 635 mln di euro.
Molte importanti aziende italiane sono attualmente presenti in Colombia: Lavazza, Barilla, Ferrero, Impregilo, Saipem, Iveco, De Longhi, Farmaceutici Zambon, Intimissimi, Diesel.

La Colombia e l’Italia hanno sottoscritto il Trattato sulle Doppie Imposizioni.

(Fonte: I.m.e.)

 

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Uruguay

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Grazie ad un importante impegno verso la promozione delle esportazioni e ad un consistente aumento dei consumi privati, nell’ultimo decennio il Pil è cresciuto ininterrottamente, con una media annua del 4,3%. I dati relativi al 2017 riportano la disoccupazione al 7,5%, l’inflazione al 6,5%, la crescita del Pil al 2,7%, il deficit di bilancio stabile, mentre è aumentato il debito pubblico.
Il Pil è composto dai servizi al 70%, dal settore industriale al 20%, dal settore primario al 10%.
Le esportazioni sono in continuo aumento, sia nel settore alimentare che nei servizi, dal turismo alla produzione di software e nel 2017 sono cresciute del 9,1%. Anche le importazioni hanno registrato un aumento del 1,5%.
Nel rapporto bilaterale con l’Italia, l’Uruguay ha esportato merci (soprattutto cellulosa, carne bovina, agrumi, semi di soia, articoli in pelle) per un valore di 275 milioni di euro ed ha importato merci (soprattutto prodotti chimico-farmaceutici, fertilizzanti, macchinari per l’imballaggio, apparecchi per la lavorazione del pellame, macchinari per l’industria della carta, apparecchi per la conservazione e refrigerazione) per un valore di 225 milioni di euro, con un saldo positivo di circa 50 milioni di euro.
I settori attrattivi per le aziende italiane rimangono quello energetico e quello delle infrastrutture. Sono presenti in Uruguay importanti aziende come l’Enel, Terna e Anas.
(Fonte: I.m.e.)

 

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Tunisia

Alessandro_PasutTunisia


-Tunisia-Cina

A Pechino si è concluso da poco il Forum Africa – Cina. Tra i partecipanti anche la Tunisia, che ha sottoscritto con la Cina un importante progetto di cooperazione.

Verrà aperta una linea aerea diretta tra Pechino e Tunisi. La Cina darà alla Tunisia 36 milioni di euro da investire in infrastrutture. La Tunisia verrà sollecitata ad esportare ed acquisire maggior parte del mercato cinese.

Con l’aiuto della Cina si darà avvio a grandi progetti per ammodernare la parte meridionale del Paese. Verrà costruito un ponte di 2,6 km per collegare l’isola di Djerba alla terraferma. Verrà costruita una linea ferroviaria tra Gabes ed il Porto di Zarzis e quest’ultimo avrà una nuova area logistica. Verrà aumentata l’esportazione di automobili cinesi in Tunisia anche attraverso l’apertura di una fabbrica in loco.
-Olio di oliva
Il Ministero dell’Agricoltura ha ufficializzato i dati relativi alla produzione di olio d’oliva nella stagione 2017-2018 ed il risultato è stato sorprendente: 325 mila tonnellate, mentre nel periodo precedente la produzione si era fermata alle 100 mila tonnellate. Il successo di questa annata è dovuto sicuramente alle condizioni climatiche favorevoli, che hanno visto un periodo di pioggia abbondante proprio nelle zone di coltivazione, ma anche alla messa in sicurezza delle piante da insetti e malattie. Il Ministero prevede che verranno esportate ben 200 mila tonnellate.
E’ andata bene anche la produzione di olio di oliva biologico, con 170 mila tonnellate.
(Fonte: AnsaMed).

 

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Qatar

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Lo scorso aprile si è tenuta a Doha la Heya Arabian Fashion Exhibition, una manifestazione organizzata dal Ministero del Turismo in collaborazione con il Qatar Business Incubator Centre, con l’intento di promuovere il lavoro artigianale femminile. Erano presenti tredici Paesi con 150 stand e tra questi anche l’Italia, unico Paese europeo a partecipare. A questa fiera dedicata alla donna si sono potuti ammirare molti oggetti preziosi e raffinati: borse create con pellami esclusivi, kaftani realizzati con sete ormai rare, burkini realizzati da sartorie artigianali italiane, capi di abbigliamento creati su misura ed accessori dedicati, gioielli e profumi creati per l’occasione.
Ancora una volta il Made in Italy ha saputo attrarre su di sé l’attenzione del folto pubblico presente.

Qatar
La Camera di Commercio del Qatar ha comunicato che nei primi tre mesi del 2018 le esportazioni di prodotti non petroliferi hanno registrato un aumento del 15%, rispetto al 2017 e che, solo nel mese di marzo, il Qatar ha esportato servizi e beni verso 57 Paesi, distribuiti in tutto il mondo. L’Oman risulta essere il principale cliente del Qatar, seguito dal Sultanato, Olanda, Turchia, India e Bangladesh. Tra i nuovi mercati conquistati merita menzionare l’Australia.
(Fonte: notizie Ansa).

 

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Mercosur

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Nel 1991 Uruguay, Paraguay, Brasile ed Argentina fondarono il Mercosur, un accordo di libero scambio tra questi Paesi. Già nel 1999 il Mercosur da l’avvio ad uno scambio commerciale con l’Unione Europea, sancito da un accordo che a tutt’oggi non è stato ancora sottoscritto dalle parti. Tale accordo prevede l’abbattimento delle tariffe doganali, soprattutto per i settori tessile, chimico, farmaceutico, automobilistico ed agricolo.
Per i Paesi del Mercosur, l’Europa è il maggior acquirente di prodotti agricoli, in particolare soia, zucchero, etanolo e carne, quindi la sottoscrizione di questo accordo rappresenterebbe per i produttori agricoli europei una grave perdita economica. L’Europa sarebbe invece interessata al libero accesso ai mercati manifatturieri ed ha proposto una quota limite sull’importazione di carne.
Altro ostacolo da superare è la diversità normativa presente tra i Paesi sulla sicurezza alimentare e sui prodotti sanitari.
L’attuazione dell’accordo commerciale non porterebbe solo ad un profitto economico, ma rappresenterebbe per l’Europa anche un successo politico, particolarmente in questo momento, che vede gli USA promuovere una politica protezionistica, mentre i nuovi governi dell’Argentina e del Brasile si dichiarano interessati ad una linea di apertura commerciale.
La negoziazione sta procedendo e si ipotizza che l’accordo verrà siglato entro la fine dell’anno in corso.
(Fonte: Il C.G.P.)

 

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Kuwait

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Kuwait


Il 60% dell’economia del Kuwait è basata sulla produzione del petrolio, che viene esportato per il 90% insieme al gas naturale e che a tutt’oggi rappresentano la principale fonte di energia per il Paese stesso. Il petrolio rappresenta, dunque, la principale fonte economica per il Kuwait, ma è un bene soggetto alle valutazioni di mercato e, soprattutto, è altamente inquinante.

Il futuro globale è rivolto alle fonti di energia rinnovabile a basso impatto ambientale, con una diminuzione di richiesta di petrolio e in questa direzione si sta rivolgendo anche il Kuwait, che conta di riservare al fabbisogno interno solo una minima parte della produzione di petrolio, ed usufruire invece di fonti alternative, nucleare e gas naturale.

Da pochi mesi è stato avviato un negoziato con una impresa statale russa, specializzata nel settore industriale nucleare, per la costruzione di un impianto nell’Emirato e con l’Agenzia Internazionale per l’energia atomica: il Kuwait è interessato soprattutto ad utilizzare l’energia nucleare in campo medico-scientifico e nella produzione di impianti per la desalinizzazione dell’acqua.
(Fonte: I.C.G.)

 

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Qatar, Tunisia, Marocco

Alessandro PasutQatar
Qatar Airways
Nonostante le difficoltà createsi nel 2017 con la crisi del Golfo e le limitazioni conseguenti, la compagnia di bandiera del Qatar ha consolidato la propria crescita e da poco ha comunicato l’apertura di 16 nuove destinazioni, tra cui Malaga, Lisbona, Mykonos, La Valletta e il Lussemburgo.
Contratti con la Francia
L’Emiro del Qatar al-Thani, alla presenza del Presidente francese Macron, ha sottoscritto un contratto per l’acquisto di 490 veicoli blindati Vbci, di 12 aerei da caccia Rafale e 50 aerei Airbus per un importo di 10 miliardi di euro.
Tunisia
Google Play
Il Ministero delle Tecnologie e dell’Economia digitale ha annunciato che Google, anche per la Tunisia, ha reso disponibile alle società di servizi informatici e agli sviluppatori di progetti, un “Google Merchant Account” per promuovere e vendere i prodotti e servizi su “Google Play”. Google fornirà la necessaria assistenza tecnica.
Marocco
Green Tech Valley
E’ un progetto ad alta tecnologia, rispettoso dell’ambiente e che si basa sull’uso delle energie rinnovabili, ideato e progettato dalla società marocchina Marita. Sta crescendo all’interno della capitale Rabat, lungo il fiume Bouregreg: sarà il suo quartiere verde e la cittadella del futuro. Ci sarà una zona dedicata agli affari, un centro medico, un centro commerciale, un parco divertimenti e un parcheggio sotterraneo. Sarà finanziato dal Fondo Arabo per lo sviluppo economico e dalla Banca Islamica.
(Fonte: AnsaMed)

 

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Tunisia

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Interscambio Italia – Tunisia
Nel 2017 l’interscambio Italia-Tunisia ha raggiunto i 5,5 miliardi di euro, con un saldo attivo a favore dell’Italia. Rappresentiamo il 15% del mercato tunisino e ci posizioniamo al primo posto tra i fornitori ed al secondo tra i clienti.

Per vari motivi la Tunisia ha da sempre attratto gli investitori italiani: la posizione geografica è determinante e rende la Tunisia una base di partenza verso il mercato del Mediterraneo, del Maghreb e dei Paesi del Golfo; una fascia di manodopera preparata e a costi competitivi; una nuova Legge sugli investimenti, entrata in vigore lo scorso anno; recenti riforme strutturali in campo economico; l’approvazione di alcuni progetti di investimento per circa 60 miliardi.
Nel Paese sono attive circa 800 aziende, principalmente esportatrici, che occupano oltre 60 mila persone, con insediamenti lungo la costa ed attorno alla capitale, impegnate soprattutto nel settore dell’abbigliamento e nei prodotti ricavati da cave e miniere. Per gli investitori risulta interessante anche tutto il settore dell’agricoltura, della pesca e derivati e l’energia da fonti rinnovabili.
Le aziende italiane fornitrici sono presenti soprattutto nel settore degli elettrodomestici e piccole apparecchiature. Ci sono, ovviamente, anche degli aspetti negativi, tra i quali primeggia la complessità della burocrazia in genere e delle pratiche doganali. Sono andate migliorando invece, soprattutto negli ultimi mesi, le condizioni di sicurezza: pare quindi superato il periodo difficile degli scorsi anni.
(Fonte: Ambasciata d’Italia)

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Qatar

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Nuove prospettive nel settore del commercio elettronico.
Il Qatar, così come tutti i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, è un mercato molto interessante per il settore del commercio elettronico, dato che i suoi cittadini si attestano ai primi posti a livello mondiale per la spesa al consumo. Si aprono quindi importanti prospettive per l’e-commerce, che già nel 2017 ha registrato movimentazioni per circa un miliardo di dollari.

Nei prossimi anni è prevista una crescita media per anno attorno al 20% ed entro il 2022 il raggiungimento di 3 miliardi di dollari di merce venduta on line.
In Qatar, tramite il Q-Post (il Qatar Postal Service Company), gli utenti possono scegliere ed ordinare i loro prodotti preferiti, e riceverli ovunque, scegliendo tra varie tipologie di consegna, ma a breve verrà introdotto un nuovo sistema di recapito: alla porta degli utenti busserà un drone, ovviamente in grado di evadere l’ordine in brevissimo tempo.
La fruizione dell’e-commerce in Qatar è rappresentata soprattutto dalla richiesta di servizi, come l’acquisto di pacchetti vacanze, voli aerei e prenotazioni di alberghi e, sino ad oggi, la maggior parte degli ordinativi passava esclusivamente attraverso dei portali internazionali, quindi le nuove iniziative promosse dal Q-Post rappresentano una interessante alternativa.
(Fonte: The Peninsula)

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Brasile

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Alessandro_Pasut

Brasile


Import-export nel 2017.
Il 2017 ha segnato una importante ripresa dell’export, soprattutto materie prime e prodotti di base: soia, ferro, petrolio, automobili, autocarri, mentre tra le importazioni sono aumentati i carburanti e gli accessori per i macchinari. La bilancia commerciale ha finalmente registrato un surplus importante, anche se ancora molto lontano dai fasti del 2011: nel 2016 47 miliardi, nel 2017 67 miliardi di dollari.
Il principale Paese verso cui il Brasile esporta è la Cina, a cui dedica il 21% del totale delle merci esportate, in particolare cellulosa, soia, petrolio e ferro. La Cina rappresenta anche il principale fornitore del Brasile, soprattutto di apparecchi telefonici, motori e accessori per auto.

Altro partner commerciale di rilievo è l’Argentina verso cui il Brasile esporta la maggior parte delle autovetture prodotte e dei veicoli per trasporto di merci (quasi il 70%).

Negli USA esporta petrolio e prodotti semilavorati; registra invece una netta diminuzione (- 25%) l’esportazione di aeromobili.

In l’Italia esporta carni, caffè, cuoio e cellulosa, mentre importa prodotti farmaceutici e motori.
(Fonte: Ambasciata d’Italia – Brasilia)

 

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