Qatar

Alessandro PasutQatar
Isola di Qetaifan.
Nel 2014 il Qatar è stato scelto per ospitare, nel prossimo 2022, l’apertura e la fase finale del Campionato mondiale di Calcio, campionato che si disputerà nei mesi di novembre e dicembre, per evitare il caldo torrido dei consueti mesi di giugno e luglio. Da allora il Paese si è messo all’opera per creare le infrastrutture necessarie ad accogliere, come ci dicono le previsioni, almeno un milione di tifosi.
Dal nulla è stata costruita una città, Lusail City, con un impegno economico che ha sfiorato i 40 miliardi di dollari. Di fronte a Lusail City, sull’isola di Qetaifan, lungo la parte nord, sono in costruzione 16 hotel galleggianti. Il progetto è finlandese, dello Studio di Architettura Sigge e la costruzione spetterà alla Admares, società di costruzioni edili ed immobiliari, anch’essa finlandese. Si tratta di un progetto all’insegna della eco-sostenibilità, usufruendo della energia solare, che renderà queste costruzioni del tutto autonome energicamente.

Questi hotel saranno uguali fra loro: larghi 16 metri e alti 72 metri, ognuno disporrà di 101 camere, un ristorante ed un bar all’insegna del relax. Saranno simili a grandi, lussuosi ed al contempo minimalisti yacht, quindi galleggianti e con un pescaggio decisamente inferiore a quello necessario ad una nave da crociera. Terminata la Coppa del Mondo, questi hotel galleggianti potranno essere trasportati ed ancorati in un qualsiasi altro punto della costa, ritenuto interessante per il turismo.
Sull’isola ci sono ben sette splendide spiagge, perfettamente attrezzate, e 830 mila metri quadrati di attrazioni a disposizione dei turisti.
(Fonte: Intopic)

 

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Tunisia

Alessandro PasutTunisia


Il prossimo 30 Gennaio si terrà a Tunisi il primo di dodici incontri mensili di politica economica, ed organizzati dalla Banca Mondiale e dalle Nazioni Unite -Programmi di Sviluppo, che vedranno la partecipazione di personalità nazionali ed internazionali, istituzioni accademiche, commerciali ed esperti internazionali di economia, con l’obiettivo di promuovere ed adottare uno sviluppo economico adatto alla Tunisia.

In questi ultimi anni il Paese si è trovato con una economia che è andata sempre più peggiorando ed è aumentata quindi la necessità di creare i presupposti per indirizzare l’economia tunisina verso settori, quali ad es. il turismo e l’ambiente, con progetti innovativi, sostenuti da imprenditori determinati a raccogliere questa sfida.
Molte sono le attuali problematiche dell’economia tunisina: la carenza di occupazione; la notevole differenza socio-economica tra l’area costiera e le zone interne del Paese; l’inflazione al 7% e il conseguente carovita; la dipendenza dagli investimenti stranieri; la totale non presenza all’interno delle strategie globali; il costante aumento del debito pubblico, che ha raggiunto il 70% del PIL.

 
(Fonte: Ansa.it; Ispi.it)

 

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Arabia Saudita

Alessandro PasutArabia Saudita
Saudi Aramco.

La Arabian American Oil Company, Aramco, è la più grande azienda petrolifera al mondo. E’ la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, posseduta al 100% dal governo saudita. Produce 10 milioni di barili al giorno. Nei primi nove mesi dell’anno in corso ha ottenuto un utile pari a 68 miliardi di dollari.

L’11 dicembre 2019, per la prima volta, l’Aramco si quoterà presso la borsa saudita di Tadawul. Già nel 2016 era trapelata l’intenzione di quotare in borsa Aramco, all’interno delle riforme economiche del progetto Vision 2030, nato per diversificare la dipendenza economica legata al petrolio.
L’Offerta Pubblica Iniziale (IPO) sarà la più importante di tutti i tempi, con un prezzo di 8,53 dollari per azione, per un totale di tre miliardi di azioni, che permetterà una raccolta pari a 25,6 miliardi di dollari: una offerta pubblica che supererà il precedente record stabilito da Alibaba, che si era fermata a 25 miliardi di dollari. La Saudi Aramco è stata valutata 1,7 trilioni di dollari, la società pubblica più costosa al mondo, togliendo il primato a società quali Microsoft e Apple.
Unico dato negativo è che il Principe Muhammad bin Salman aveva previsto una valutazione pari a 2 trilioni di dollari, valutazione venuta meno a causa di preoccupazioni legate alla sicurezza del Paese e all’informativa finanziaria.
(Fonte: Forbes.com)

 

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Cina

Alessandro PasutCina: crescita in calo.


Per la prima volta, dopo quasi tre decenni, la Cina ha registrato un calo della crescita economica con un PIL, nell’ultimo trimestre, cresciuto solo del 6%. All’interno di un’economia globalizzata, questo dato ha ovviamente ripercussioni internazionali, alla luce anche del fatto che la Cina è il Paese che maggiormente traina l’intera crescita mondiale: nello scorso anno il suo contributo è stato quasi del 30%.
Anche la guerra commerciale con gli USA sta contribuendo a questa situazione difficile. Il reciproco innalzamento dei dazi sta segnando in Cina un calo dell’export ed una decrescita dei settori automobilistico ed edilizio.
Nonostante questi dati la Cina rimane un Paese con una forte produzione industriale, un PIL positivo e una inflazione bassa e il Governo sta investendo molto nell’innovazione tecnologica, in costante gara con gli USA.
Altro aspetto rilevante è la volontà del Paese di difendere la sovranità sulla propria moneta statale. Pare ci sia il progetto di adottare una cripto-valuta di Stato oltre che all’aumento dell’utilizzo delle blockchain.

La Cina è in corsa per la supremazia economica mondiale.

 

(Fonte: Il Caffè)

 

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Qatar

Alessandro PasutQatar

Nell’ottobre del 2008 il Segretariato generale per la pianificazione dello sviluppo ha promosso la Qatar National Vision 2030, un programma che ha come obiettivo quello di far diventare il Paese, entro il 2030, una società avanzata, capace di gestire il proprio sviluppo e di offrire ai cittadini un elevato stile di vita. Gli obiettivi della QNV sono a lungo termine e offrono le basi per strategie e attuazione di piani nazionali.
Ad oggi l’analisi economica ci presenta una situazione dove più del 50% delle entrate statali è dato dal mercato degli idrocarburi e del gas, che corrisponde al 90% delle esportazioni e determina il 45% del PIL, che è quindi il principale settore dell’economia del Qatar. Nel 2014, a causa di un’importante diminuzione del prezzo del petrolio, il Governo qatarino è intervenuto con un insieme di provvedimenti finanziari, che hanno permesso di mantenere solide le finanze pubbliche.
Le importanti entrate derivate dal settore degli idrocarburi sono state investite nel settore delle infrastrutture, all’interno del progetto di diversificazione della propria economia, che ha già dato come riscontro una crescita del 15% annuo. Nei prossimi anni il Qatar prevede di stanziare 270 miliardi di dollari come investimento pubblico a favore di infrastrutture e costruzioni.
Il Qatar sta promuovendo una sempre maggiore collaborazione tra l’imprenditoria privata e pubblica, mentre, sul piano degli investimenti esteri, sta adottando delle misure di grande semplificazione burocratica e si sta allineando alle “best-practices” internazionali. Inoltre ha promosso la riforma per le piccole e medie imprese, facilitandone la creazione ed eliminando l’obbligo del capitale minimo per la istituzione delle società a responsabilità limitata.

 

(Fonte: Ambasciata d’Italia-Doha)

 

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Marocco

Alessandro PasutMarocco


Economia e investimenti-Fondo Monetario Internazionale
Nel 2018 il tasso di crescita è stato del 3,2%. I settori trainanti sono stati il turismo e la produzione cerealicola, che nello scorso anno ha superato i 100 milioni di quintali. Anche il settore ittico ed enologico hanno registrato risultati ottimi. Tutta l’economia è rivolta agli scambi internazionali e rimane ancora molto dipendente dalla domanda estera. Il costo del lavoro si attesta su un salario minimo di circa € 280 al mese, sicuramente interessante per le aziende straniere che intendono aprire qui una propria unità produttiva. Qui sono presenti realtà molto importanti come la Peugeot-Citroen e la Renault.
Per il 2019 il Governo ha pianificato di investire gran parte delle risorse a favore della spesa sociale, soprattutto l’istruzione, la salute e l’aiuto verso le famiglie più bisognose. Per diminuire il deficit pubblico verranno privatizzate molte società a controllo statale.
Si è da poco concluso l’ampliamento di Tanger Med, con un costo pari a 1,3 miliardi di dollari, che ha trasformato il porto marocchino in un hub fondamentale per il trasporto di merci e persone dall’Africa al Mediterraneo e che ora è di fatto il più grande, in capacità, dell’intero continente africano.
Il FMI, riconosciuto l’impegno del Paese nel promuovere riforme strutturali, finanziarie e fiscali, ha approvato una concessione di liquidità pari a 3 miliardi di dollari.

 

(Fonte: Ansamed)

 

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Tunisia

Tunisia


-Abbigliamento: Produzione di jeans.
In Tunisia ci sono 500 aziende, all’interno delle quali 60.000 persone lavorano alla produzione di jeans, il cui 90% è destinato all’esportazione. L’Italia è il principale cliente, seguita dalla Germania e dalla Francia. Nel 2018 le vendite verso l’Europa sono state pari a 390 milioni di euro. Solo nel mese di gennaio di quest’anno l’esportazione dell’intero settore tessile ha raggiunto i 210 milioni di euro.
-“Sitic Africa 2019”
Dal 18 al 20 giugno si terrà a Tunisi la quarta edizione del Salone Internazionale delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. Questa edizione sarà dedicata all’Africa anglofona e vedrà una presenza importante dei Paesi occidentali, come Germania, Belgio, Francai, Italia, come anche il Canada e l’Algeria. Tutti i settori economici saranno rappresentati, in particolare l’agricoltura, i servizi e l’industria. I Paesi aderenti esporranno soluzioni tecnologiche innovative in campo digitale, con l’obiettivo di creare una rete di collaborazione tra la Tunisia, l’Europa e l’Africa.
-“Tunisia Investment Forum”
Zied Ladhari, ministro allo Sviluppo e Cooperazione Internazionale, ha presentato a Milano il “Tunisia Investment Forum”, che si terrà a Tunisi il prossimo 20 e 21 giugno. Lo scopo di questo congresso sarà quello di far conoscere, ai potenziali clienti stranieri, tutte le opportunità di investimento che la Tunisia offre. La collaborazione con l’Italia è consolidata da tempo. Nel 2017 l’Italia ha destinato 160 milioni di euro alla Tunisia per attuare alcuni progetti di sviluppo. Lo scorso Aprile è stato firmato l’accordo per il completamento del collegamento elettrico sottomarino tra i due Paesi. Il ministro Ladhari auspica entro breve un Paese aperto al mondo degli affari internazionali, con un rinnovato sistema bancario atto ad accogliere importanti investimenti in tutti i principali settori: agroalimentare, automobilistico, energetico e tecnologico.
(Fonte: AnsaMed)

 

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Tunisia

Alessandro_Pasut_3

 

 

Tunisia


La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha stimato la crescita economica del Paese, per il 2019, attorno al 2,7% (nel 2018 è stata del 2,5%). Questo valore potrebbe essere nettamente migliore se il Paese avesse accelerato l’attuazione delle attese riforme sia in campo amministrativo-burocratico che in campo tributario. Importante è stato il ruolo del settore dell’agricoltura, del turismo e bancario.

Ora gli investitori, nazionali e stranieri, stanno aspettando il termine del periodo pre-elettorale, che terminerà il prossimo anno, al termine del quale, ripristinata una certa stabilità politica, si prevede un netto rialzo degli investimenti con una conseguente crescita economica, prevista al 4%.
L’Italia è presente in Tunisia con investimenti diversificati in vari settori. Da poco l’Eni ha aperto un cantiere, nel sud del Paese, per la costruzione di un impianto fotovoltaico per la fornitura di energia elettrica alla rete nazionale, per circa 20 gwh annuali, e, entro la fine di quest’anno, porterà a regime un secondo impianto fotovoltaico, realizzato con un sistema innovativo che ridurrà i consumi di gas, i costi di gestione e le emissioni di gas tossici.

 

(Fonte: Ansamed)

 

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Egitto

Alessandro PasutEgitto.


L’Egitto si sta impegnando nella realizzazione di importanti progetti nel trattamento delle acque, sia per offrire una maggior quantità di acqua potabile, sia per migliorare il trattamento delle acque reflue, rispondendo in modo adeguato alle aumentate richieste dovute alla crescita demografica, all’ammodernamento industriale e alla diversificazione della produzione agricola, che assorbe oltre due terzi della disponibilità idrica.

A tal fine il governo ha promosso un piano di ristrutturazione delle tecnologie inerenti l’acqua, da realizzarsi in vent’anni, con uno stanziamento di 20 miliardi di dollari. Ad oggi sono aperti bandi di gara, per un valore di 1,5 miliardi di dollari, inerenti gli impianti di desalinizzazione. Per l’Egitto si tratta di un impegno economico notevole, ed in questo viene supportato dalla Banca Mondiale e da altre banche internazionali.
Al Cairo si è tenuta la Fiera dell’Acqua, la “Watrex”, a cui ha partecipato anche l’Italia. Si tratta di una fiera rivolta a tutte le tecnologie inerenti l’acqua: desalinizzazione, irrigazione, potabilizzazione, acque reflue, acque per uso industriale.

La tecnologia italiana è presente soprattutto nel settore dei macchinari e delle apparecchiature: caldaie, vasche, serbatoi, rubinetterie, apparecchi di filtraggio e depurazione, settore che vede l’Italia quale primo fornitore dell’Egitto e che rappresenta un valore di esportazione pari a 900 milioni di euro.

 

(Fonte: ANSAmed)

 

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Marocco

Alessandro_Pasut_3

 

Marocco


Ernst & Young, nella loro analisi 2018, hanno messo il Marocco, tra i Paesi dell’Africa, al primo posto per investimenti diretti esteri, mentre per la Banca Mondiale ha guadagnato nove posti nella classifica “Doing Business 2019” per nuove norme sempre più a favore dell’attività imprenditoriale.

Lo stesso Fondo Europeo di Sviluppo Sostenibile sta attuando strumenti atti a promuovere le aziende che investono in Marocco e in tutto il continente africano. Inoltre, la stabilità economico-politica del Paese favorisce sempre più i rapporti tra l’Italia ed il Marocco stesso, facendo ben sperare nella continuazione della collaborazione economica reciproca.
L’ISTAT comunica che nel 2018 l’interscambio tra Italia e Marocco è cresciuto del 33% rispetto al 2017.

Il saldo commerciale si è chiuso a nostro favore: le esportazioni sono cresciute del 9,7%, mentre le importazioni sono diminuite dell’1/%. L’Italia è il quinto partner commerciale del Marocco.
(Fonte: I.m.e.)

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