Egitto

Alessandro PasutEgitto.


L’Egitto si sta impegnando nella realizzazione di importanti progetti nel trattamento delle acque, sia per offrire una maggior quantità di acqua potabile, sia per migliorare il trattamento delle acque reflue, rispondendo in modo adeguato alle aumentate richieste dovute alla crescita demografica, all’ammodernamento industriale e alla diversificazione della produzione agricola, che assorbe oltre due terzi della disponibilità idrica.

A tal fine il governo ha promosso un piano di ristrutturazione delle tecnologie inerenti l’acqua, da realizzarsi in vent’anni, con uno stanziamento di 20 miliardi di dollari. Ad oggi sono aperti bandi di gara, per un valore di 1,5 miliardi di dollari, inerenti gli impianti di desalinizzazione. Per l’Egitto si tratta di un impegno economico notevole, ed in questo viene supportato dalla Banca Mondiale e da altre banche internazionali.
Al Cairo si è tenuta la Fiera dell’Acqua, la “Watrex”, a cui ha partecipato anche l’Italia. Si tratta di una fiera rivolta a tutte le tecnologie inerenti l’acqua: desalinizzazione, irrigazione, potabilizzazione, acque reflue, acque per uso industriale.

La tecnologia italiana è presente soprattutto nel settore dei macchinari e delle apparecchiature: caldaie, vasche, serbatoi, rubinetterie, apparecchi di filtraggio e depurazione, settore che vede l’Italia quale primo fornitore dell’Egitto e che rappresenta un valore di esportazione pari a 900 milioni di euro.

 

(Fonte: ANSAmed)

 

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Marocco

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Marocco


Ernst & Young, nella loro analisi 2018, hanno messo il Marocco, tra i Paesi dell’Africa, al primo posto per investimenti diretti esteri, mentre per la Banca Mondiale ha guadagnato nove posti nella classifica “Doing Business 2019” per nuove norme sempre più a favore dell’attività imprenditoriale.

Lo stesso Fondo Europeo di Sviluppo Sostenibile sta attuando strumenti atti a promuovere le aziende che investono in Marocco e in tutto il continente africano. Inoltre, la stabilità economico-politica del Paese favorisce sempre più i rapporti tra l’Italia ed il Marocco stesso, facendo ben sperare nella continuazione della collaborazione economica reciproca.
L’ISTAT comunica che nel 2018 l’interscambio tra Italia e Marocco è cresciuto del 33% rispetto al 2017.

Il saldo commerciale si è chiuso a nostro favore: le esportazioni sono cresciute del 9,7%, mentre le importazioni sono diminuite dell’1/%. L’Italia è il quinto partner commerciale del Marocco.
(Fonte: I.m.e.)

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Colombia

Alessandro PasutColombia
Dian, amministrazione fiscale colombiana.
Le casse dello Stato colombiano hanno chiuso il 2018 con un bilancio più positivo del previsto: 121,3 miliardi di dollari per quanto riguarda le entrate relative alle attività economiche, con un + 5,5% rispetto all’anno precedente, e 23,1 miliardi di dollari per dazi e Iva, con un +8,4% rispetto all’anno precedente. In totale, quindi, l’importo recuperato è stato di 144,4 dollari, mentre nel 2017 ammontava a 136,4 miliardi di dollari.

L’economia della Colombia sta registrando una importante crescita e questo ha determinato l’aumento delle entrate sia dalle imposte sul reddito che dall’Iva. Anche l’impegno del Governo, sia nel contrastare l’evasione fiscale ed il contrabbando, che nell’assistenza ai contribuenti, ha contribuito al maggior introito del 2018 rispetto al 2017.

L’assistenza al cittadino-contribuente si è fatta in questi ultimi anni sempre più capillare. La Dian ha sparsi nel territorio 61 agenzie; call-center; un sito web con il servizio di live-chat; è presente sui social network, tra cui Facebook, Twitter, YouTube; punti di contatto presso le università.

Nel 2018, 5 milioni e mezzo di cittadini-contribuenti hanno presentato la dichiarazione on-line; 1,8 milioni di cittadini si sono identificate on-line tramite il sito del Registro Unico Tributario.

L’amministrazione fiscale, per ricordare ai contribuenti le scadenze, ha usato e-mail, sms, e lettere via posta.
I contribuenti in debito verso il fisco sono stati avvisati e sollecitati sia attraverso telefonate che con visite degli agenti.

(Fonte: Fisco Oggi)

 

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Qatar

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Nel 2017 il Qatar subì l’embargo da parte dell’Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti, del Bahrain e dell’Egitto. Le conseguenze economiche ricaddero soprattutto sulla Qatar Airways, che non atterra più a Dubai, a Il Cairo, a Riyadh e Abu Dhabi e sulle importazioni di prodotti agroalimentari dall’Arabia Saudita. Ma, rispetto alle iniziali previsioni pessimistiche, gli effetti dell’embargo sono stati molto limitati.

Siamo di fronte ad un Paese dalle enormi risorse di petrolio e gas naturale: i suoi principali clienti sono la Cina, la Corea del Sud, il Giappone e l’India, che garantiscono un trend in costante aumento delle esportazioni.

Contemporaneamente il Paese ha saputo rafforzare i rapporti economici con Stati come gli USA, l’Iran, la Turchia e l’Italia.
Negli ultimi anni l’Italia ha quadruplicato le esportazioni di prodotti agroalimentari in Qatar, pari ad un valore di oltre 35 milioni di euro, ma anche i prodotti tessili, di abbigliamento e del legno, macchinari e apparecchiature, hanno registrato valori di crescita positivi. L’aumento delle esportazioni italiane in Qatar è dell’8% annuo.
In Italia il Qatar ha fatto parlare di sé per i suoi ingenti investimenti nell’acquisto di case di moda, di alberghi di lusso e di grattacieli a Milano.
Il Qatar è il Paese più ricco al mondo, con un Pil pro capite di 130000 dollari.
(Fonte: C.c.i.a.)

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Kuwait

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-L’economia del Kuwait è basata sull’estrazione del greggio, che determina l’80% delle entrate dello Stato e il 50% del Pil. L’esportazione del greggio è pari al 90% di tutte le esportazioni. Nel sottosuolo è presente il 10% del petrolio mondiale e l’estrazione avviene da circa 700 pozzi distribuiti in tutto il territorio e in alcune isole.
Oltre all’industria petrolifera è rilevante l’industria chimica e la fabbricazione di materiali per l’edilizia.
In Kuwait, ogni anno, provenienti dai Paesi più poveri al mondo, arrivano migliaia di emigranti destinati ai lavori più umili e faticosi, e a bassissimo salario.
-Il Kuwait è una monarchia costituzionale. Il Capo dello Stato è l’Emiro. Il 16 maggio 2005 il Parlamento ha esteso il diritto di voto alle donne. Gli elettori costituiscono solo il 10% della popolazione.
-In Kuwait le persone fisiche e le società non sono soggette all’imposta sul reddito personale o sui redditi derivanti da attività.
Unico obbligo è il versamento dei contributi, da parte del datore di lavoro e del dipendente, a copertura di vecchiaia, invalidità e morte.
Il residente espatriato deve versare un premio annuale di assicurazione per malattia.
Tutti i contribuenti devono iscriversi presso una sede dell’Autorità Fiscale, che rilascia una tessera fiscale, da rinnovare ogni anno.
Le società straniere operanti in Kuwait, indipendentemente da dove la società ha sede, versano un’aliquota del 15% sugli utili netti .
Non esiste l’Imposta sul Valore Aggiunto
-Il Kuwait ha sottoscritto 60 trattati contro le doppie imposizioni ed ha sottoscritto la Convenzione sul Reciproco Scambio di informazioni fiscali internazionali.

(Fonte: www.e.gov.kw)

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Colombia

Alessandro PasutColombia


L’economia della Colombia è in netto consolidamento tant’è che il Paese si è guadagnato la tripla B dalla agenzia Fitch, diventando il mercato più interessante dell’America Latina.
Nell’anno scorso il Pil è cresciuto del 1,9%. I settori che hanno sostenuto la crescita sono stati quelli dei servizi, dell’edilizia e della industria manifatturiera, mentre risulta in serio calo il settore dello sfruttamento minerario.
Altro dato significativo è quello dell’inflazione, che si attesta attorno al 4%, e quello della disoccupazione, che è rimasto attorno al 9%, ma anche le maggiori condizioni di sicurezza sociale determinano il crescente interesse dei capitali stranieri.
La Colombia incoraggia gli investitori stranieri e si sta adoperando per migliorare le infrastrutture, porti, aeroporti e ferrovie e la capitale, Bogotà, sta costruendo la prima linea della metropolitana.
I principali Paesi stranieri investitori sono gli Stati Uniti, la Spagna, il Messico e l’Italia, che si attesta al 20mo posto nella graduatoria mondiale.
Nel 2017 l’Italia ha esportato verso la Colombia soprattutto macchine, prodotti farmaceutici e strumenti di precisione, per un totale di 600 mln di euro, mentre ha importato caffè, olii e prodotti freschi, per un totale di 635 mln di euro.
Molte importanti aziende italiane sono attualmente presenti in Colombia: Lavazza, Barilla, Ferrero, Impregilo, Saipem, Iveco, De Longhi, Farmaceutici Zambon, Intimissimi, Diesel.

La Colombia e l’Italia hanno sottoscritto il Trattato sulle Doppie Imposizioni.

(Fonte: I.m.e.)

 

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Uruguay

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Grazie ad un importante impegno verso la promozione delle esportazioni e ad un consistente aumento dei consumi privati, nell’ultimo decennio il Pil è cresciuto ininterrottamente, con una media annua del 4,3%. I dati relativi al 2017 riportano la disoccupazione al 7,5%, l’inflazione al 6,5%, la crescita del Pil al 2,7%, il deficit di bilancio stabile, mentre è aumentato il debito pubblico.
Il Pil è composto dai servizi al 70%, dal settore industriale al 20%, dal settore primario al 10%.
Le esportazioni sono in continuo aumento, sia nel settore alimentare che nei servizi, dal turismo alla produzione di software e nel 2017 sono cresciute del 9,1%. Anche le importazioni hanno registrato un aumento del 1,5%.
Nel rapporto bilaterale con l’Italia, l’Uruguay ha esportato merci (soprattutto cellulosa, carne bovina, agrumi, semi di soia, articoli in pelle) per un valore di 275 milioni di euro ed ha importato merci (soprattutto prodotti chimico-farmaceutici, fertilizzanti, macchinari per l’imballaggio, apparecchi per la lavorazione del pellame, macchinari per l’industria della carta, apparecchi per la conservazione e refrigerazione) per un valore di 225 milioni di euro, con un saldo positivo di circa 50 milioni di euro.
I settori attrattivi per le aziende italiane rimangono quello energetico e quello delle infrastrutture. Sono presenti in Uruguay importanti aziende come l’Enel, Terna e Anas.
(Fonte: I.m.e.)

 

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Tunisia

Alessandro_PasutTunisia


-Tunisia-Cina

A Pechino si è concluso da poco il Forum Africa – Cina. Tra i partecipanti anche la Tunisia, che ha sottoscritto con la Cina un importante progetto di cooperazione.

Verrà aperta una linea aerea diretta tra Pechino e Tunisi. La Cina darà alla Tunisia 36 milioni di euro da investire in infrastrutture. La Tunisia verrà sollecitata ad esportare ed acquisire maggior parte del mercato cinese.

Con l’aiuto della Cina si darà avvio a grandi progetti per ammodernare la parte meridionale del Paese. Verrà costruito un ponte di 2,6 km per collegare l’isola di Djerba alla terraferma. Verrà costruita una linea ferroviaria tra Gabes ed il Porto di Zarzis e quest’ultimo avrà una nuova area logistica. Verrà aumentata l’esportazione di automobili cinesi in Tunisia anche attraverso l’apertura di una fabbrica in loco.
-Olio di oliva
Il Ministero dell’Agricoltura ha ufficializzato i dati relativi alla produzione di olio d’oliva nella stagione 2017-2018 ed il risultato è stato sorprendente: 325 mila tonnellate, mentre nel periodo precedente la produzione si era fermata alle 100 mila tonnellate. Il successo di questa annata è dovuto sicuramente alle condizioni climatiche favorevoli, che hanno visto un periodo di pioggia abbondante proprio nelle zone di coltivazione, ma anche alla messa in sicurezza delle piante da insetti e malattie. Il Ministero prevede che verranno esportate ben 200 mila tonnellate.
E’ andata bene anche la produzione di olio di oliva biologico, con 170 mila tonnellate.
(Fonte: AnsaMed).

 

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Qatar

Alessandro PasutQatar


Lo scorso aprile si è tenuta a Doha la Heya Arabian Fashion Exhibition, una manifestazione organizzata dal Ministero del Turismo in collaborazione con il Qatar Business Incubator Centre, con l’intento di promuovere il lavoro artigianale femminile. Erano presenti tredici Paesi con 150 stand e tra questi anche l’Italia, unico Paese europeo a partecipare. A questa fiera dedicata alla donna si sono potuti ammirare molti oggetti preziosi e raffinati: borse create con pellami esclusivi, kaftani realizzati con sete ormai rare, burkini realizzati da sartorie artigianali italiane, capi di abbigliamento creati su misura ed accessori dedicati, gioielli e profumi creati per l’occasione.
Ancora una volta il Made in Italy ha saputo attrarre su di sé l’attenzione del folto pubblico presente.

Qatar
La Camera di Commercio del Qatar ha comunicato che nei primi tre mesi del 2018 le esportazioni di prodotti non petroliferi hanno registrato un aumento del 15%, rispetto al 2017 e che, solo nel mese di marzo, il Qatar ha esportato servizi e beni verso 57 Paesi, distribuiti in tutto il mondo. L’Oman risulta essere il principale cliente del Qatar, seguito dal Sultanato, Olanda, Turchia, India e Bangladesh. Tra i nuovi mercati conquistati merita menzionare l’Australia.
(Fonte: notizie Ansa).

 

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Mercosur

Alessandro PasutMercosur


Nel 1991 Uruguay, Paraguay, Brasile ed Argentina fondarono il Mercosur, un accordo di libero scambio tra questi Paesi. Già nel 1999 il Mercosur da l’avvio ad uno scambio commerciale con l’Unione Europea, sancito da un accordo che a tutt’oggi non è stato ancora sottoscritto dalle parti. Tale accordo prevede l’abbattimento delle tariffe doganali, soprattutto per i settori tessile, chimico, farmaceutico, automobilistico ed agricolo.
Per i Paesi del Mercosur, l’Europa è il maggior acquirente di prodotti agricoli, in particolare soia, zucchero, etanolo e carne, quindi la sottoscrizione di questo accordo rappresenterebbe per i produttori agricoli europei una grave perdita economica. L’Europa sarebbe invece interessata al libero accesso ai mercati manifatturieri ed ha proposto una quota limite sull’importazione di carne.
Altro ostacolo da superare è la diversità normativa presente tra i Paesi sulla sicurezza alimentare e sui prodotti sanitari.
L’attuazione dell’accordo commerciale non porterebbe solo ad un profitto economico, ma rappresenterebbe per l’Europa anche un successo politico, particolarmente in questo momento, che vede gli USA promuovere una politica protezionistica, mentre i nuovi governi dell’Argentina e del Brasile si dichiarano interessati ad una linea di apertura commerciale.
La negoziazione sta procedendo e si ipotizza che l’accordo verrà siglato entro la fine dell’anno in corso.
(Fonte: Il C.G.P.)

 

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