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Mercosur

Alessandro PasutMercosur


Nel 1991 Uruguay, Paraguay, Brasile ed Argentina fondarono il Mercosur, un accordo di libero scambio tra questi Paesi. Già nel 1999 il Mercosur da l’avvio ad uno scambio commerciale con l’Unione Europea, sancito da un accordo che a tutt’oggi non è stato ancora sottoscritto dalle parti. Tale accordo prevede l’abbattimento delle tariffe doganali, soprattutto per i settori tessile, chimico, farmaceutico, automobilistico ed agricolo.
Per i Paesi del Mercosur, l’Europa è il maggior acquirente di prodotti agricoli, in particolare soia, zucchero, etanolo e carne, quindi la sottoscrizione di questo accordo rappresenterebbe per i produttori agricoli europei una grave perdita economica. L’Europa sarebbe invece interessata al libero accesso ai mercati manifatturieri ed ha proposto una quota limite sull’importazione di carne.
Altro ostacolo da superare è la diversità normativa presente tra i Paesi sulla sicurezza alimentare e sui prodotti sanitari.
L’attuazione dell’accordo commerciale non porterebbe solo ad un profitto economico, ma rappresenterebbe per l’Europa anche un successo politico, particolarmente in questo momento, che vede gli USA promuovere una politica protezionistica, mentre i nuovi governi dell’Argentina e del Brasile si dichiarano interessati ad una linea di apertura commerciale.
La negoziazione sta procedendo e si ipotizza che l’accordo verrà siglato entro la fine dell’anno in corso.
(Fonte: Il C.G.P.)

 

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Brasile

Alessandro_PasutBrasile
Sempre maggior interesse da parte degli investitori stranieri.

Dal Brasile arrivano segnali positivi. La crisi economica sembra in via di superamento e agli investitori stranieri si aprono nuovi scenari e si presentano grandi opportunità. Il Paese sta portando a termine varie riforme: molte le privatizzazioni al varo, una maggiore trasparenza nelle fasi di aggiudicazione degli appalti e l’approvazione della riforma del diritto del lavoro, che entrerà in vigore entro fine anno.

Ricordiamo che su scala mondiale il Brasile si classifica al primo posto per l’esportazione di prodotti come lo zucchero, il caffè, derivati da macellazione, soia. Si classifica al terzo posto per la fruizione di servizi relativi alla cura della persona, per i servizi informatici, per gli acquisti on-line. Sempre nelle prime posizioni nel mercato della farmaceutica e degli elettrodomestici.

A dispetto della recente crisi economica, i settori dell’energia rinnovabile e della sicurezza digitale registrano una crescita costante. Il Paese, vastissimo, risponde benissimo a tutte le innovazioni tecnologiche.

Sicuramente alcuni problemi dell’economia brasiliana sono ancora presenti: il debito pubblico, insostenibile, un Governo che ancora non ha dimostrato adeguatezza verso le non più procastinabili riforme, un sistema tributario complicato. A tutt’oggi permane il timore che le aziende straniere si ritraggano di fronte ai molti adempimenti amministrativi e legali necessari ad avviare un’attività.

(Fonte: Ansa.it)

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