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Esportazione di olio di oliva

L’ONH, l’Ufficio Nazionale dell’olio tunisino, ha reso noto i dati riguardanti l’esportazione di olio nel primo trimestre del 2020. Si tratta di dati confortanti, soprattutto se paragonati allo stesso trimestre del 2019: 146.000 tonnellate di olio esportato per un valore di 896 milioni di dinari, rispetto alle 80.000 tonnellate per un valore di 740 milioni di dinari.

Si tratta di un risultato importante per la bilancia commerciale alimentare della Tunisia, anche perché realizzato durante la pandemia da coronavirus, che ha provocato un rallentamento generalizzato dell’import-export.

Il contributo delle aziende italiane presenti in Tunisia

Con l’obiettivo di trovare una comune strategia per superare la crisi causata dalla pandemia da coronavirus, si è tenuta una videoconferenza, che ha visto quali principali attori il Ministro tunisino dell’Industria e delle PMI e l’Ambasciata italiana in Tunisia, in rappresentanza delle oltre 800 aziende italiane attive nel Paese.
L’Ambasciatore Lorenzo Fanara ha tenuto a sottolineare che le aziende italiane sono pronte a riprendere rapidamente l’attività alla luce delle nuove regole dettate dal contagio, realizzando quindi tutti i protocolli sanitari necessari a tutelare la salute dei lavoratori. D’altra parte hanno richiesto collaborazione da parte delle istituzioni tunisine nel rendere le procedure amministrative più trasparenti, nel migliorare l’accesso al credito e il rispetto del principio di legalità.

Il Ministro Ben Youssef si è reso disponibile a supportare la ripresa dell’attività delle aziende italiane, confermando l’importanza della collaborazione economica tra i due Paesi.

 

(Fonte: Ambasciata d’Italia a Tunisi, ANSAmed).

 

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Il prossimo 30 Gennaio si terrà a Tunisi il primo di dodici incontri mensili di politica economica, ed organizzati dalla Banca Mondiale e dalle Nazioni Unite -Programmi di Sviluppo, che vedranno la partecipazione di personalità nazionali ed internazionali, istituzioni accademiche, commerciali ed esperti internazionali di economia, con l’obiettivo di promuovere ed adottare uno sviluppo economico adatto alla Tunisia.

In questi ultimi anni il Paese si è trovato con una economia che è andata sempre più peggiorando ed è aumentata quindi la necessità di creare i presupposti per indirizzare l’economia tunisina verso settori, quali ad es. il turismo e l’ambiente, con progetti innovativi, sostenuti da imprenditori determinati a raccogliere questa sfida.
Molte sono le attuali problematiche dell’economia tunisina: la carenza di occupazione; la notevole differenza socio-economica tra l’area costiera e le zone interne del Paese; l’inflazione al 7% e il conseguente carovita; la dipendenza dagli investimenti stranieri; la totale non presenza all’interno delle strategie globali; il costante aumento del debito pubblico, che ha raggiunto il 70% del PIL.

 
(Fonte: Ansa.it; Ispi.it)

 

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-Abbigliamento: Produzione di jeans.
In Tunisia ci sono 500 aziende, all’interno delle quali 60.000 persone lavorano alla produzione di jeans, il cui 90% è destinato all’esportazione. L’Italia è il principale cliente, seguita dalla Germania e dalla Francia. Nel 2018 le vendite verso l’Europa sono state pari a 390 milioni di euro. Solo nel mese di gennaio di quest’anno l’esportazione dell’intero settore tessile ha raggiunto i 210 milioni di euro.
-“Sitic Africa 2019”
Dal 18 al 20 giugno si terrà a Tunisi la quarta edizione del Salone Internazionale delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. Questa edizione sarà dedicata all’Africa anglofona e vedrà una presenza importante dei Paesi occidentali, come Germania, Belgio, Francai, Italia, come anche il Canada e l’Algeria. Tutti i settori economici saranno rappresentati, in particolare l’agricoltura, i servizi e l’industria. I Paesi aderenti esporranno soluzioni tecnologiche innovative in campo digitale, con l’obiettivo di creare una rete di collaborazione tra la Tunisia, l’Europa e l’Africa.
-“Tunisia Investment Forum”
Zied Ladhari, ministro allo Sviluppo e Cooperazione Internazionale, ha presentato a Milano il “Tunisia Investment Forum”, che si terrà a Tunisi il prossimo 20 e 21 giugno. Lo scopo di questo congresso sarà quello di far conoscere, ai potenziali clienti stranieri, tutte le opportunità di investimento che la Tunisia offre. La collaborazione con l’Italia è consolidata da tempo. Nel 2017 l’Italia ha destinato 160 milioni di euro alla Tunisia per attuare alcuni progetti di sviluppo. Lo scorso Aprile è stato firmato l’accordo per il completamento del collegamento elettrico sottomarino tra i due Paesi. Il ministro Ladhari auspica entro breve un Paese aperto al mondo degli affari internazionali, con un rinnovato sistema bancario atto ad accogliere importanti investimenti in tutti i principali settori: agroalimentare, automobilistico, energetico e tecnologico.
(Fonte: AnsaMed)

 

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La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha stimato la crescita economica del Paese, per il 2019, attorno al 2,7% (nel 2018 è stata del 2,5%). Questo valore potrebbe essere nettamente migliore se il Paese avesse accelerato l’attuazione delle attese riforme sia in campo amministrativo-burocratico che in campo tributario. Importante è stato il ruolo del settore dell’agricoltura, del turismo e bancario.

Ora gli investitori, nazionali e stranieri, stanno aspettando il termine del periodo pre-elettorale, che terminerà il prossimo anno, al termine del quale, ripristinata una certa stabilità politica, si prevede un netto rialzo degli investimenti con una conseguente crescita economica, prevista al 4%.
L’Italia è presente in Tunisia con investimenti diversificati in vari settori. Da poco l’Eni ha aperto un cantiere, nel sud del Paese, per la costruzione di un impianto fotovoltaico per la fornitura di energia elettrica alla rete nazionale, per circa 20 gwh annuali, e, entro la fine di quest’anno, porterà a regime un secondo impianto fotovoltaico, realizzato con un sistema innovativo che ridurrà i consumi di gas, i costi di gestione e le emissioni di gas tossici.

 

(Fonte: Ansamed)

 

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